Individua gli errori presenti sul tuo sito e poni rimedio per non perdere più altri clienti!

Non c’è più tempo da perdere, le ore, i giorni passano e il tuo sito non sta decollando. Ti sei chiesto perché? Non avrai le conoscenze tecniche per poter giudicare il lavoro del tuo webmaster, ma potresti, seguendo i punti indicati, farti un’idea della qualità del suo lavoro e capire se presenta della mancanze che possono comportare una bassa conversione. Vedi passo passo se il tuo sito presenta questi errori, se ne hai individuati almeno 3, è tempo di rivolgerti a dei professionisti.

1. Verifica se il sito si vede bene su dispositivi mobili

Se navigando da telefono e tablet, l’esperienza di navigazione si presenta poco efficace, il sito non è stato perfettamente ottimizzato per i dispositivi mobili. Fai attenzione perché questo potrebbe comportare numerose perdite, l’utente potrebbe abbandonare il sito per non tornarci più. La navigazione da mobile supera quella su desktop (in Italia 16 milioni vs 13 milioni) e 3 persone su 4 utilizzano lo smartphone per effettuare acquisti. Numeri da tenere ben in considerazione.
Soluzione: Google ha spesso dato delle linee guida e degli strumenti per aiutare i webmaster a migliorare le performance su smartphone e tablet. Per cui se non vuoi ritrovarti con un basso posizionamento nella ricerca da mobile, ti conviene seguirle. Innanzitutto usa, sì immagini grandi, ma che non siano pesanti perché questo rallenterebbe il caricamento. Minimizzare il CSS e Javascript, eliminare quindi interruzioni e spazi per ridurre lo spazio e le dimensioni dei file e aumentare così la velocità di visualizzazione delle pagine. Inoltre converrà eliminare elementi inutili nella pagina, dopo un’attenta analisi (widget poco performanti, tasti di condivisione, ecc.). Considera che ogni secondo in più che ci vorrà per caricare il tuo sito, abbasserà del 7% il tasso di conversione.
Strumenti disponibili: PageSpeed Insights vi aiuterà a capire quanto potrebbe essere migliorata la velocità del sito, suggerendo delle soluzioni da implementare.
https://developers.google.com/speed/pagespeed/insights/

2. Verifica se la tua un’offerta è immediatamente comprensibile

Arrivando sul sito, il cliente dovrebbe avere da subito ben chiaro qual è il tuo scopo, cosa vendi, quale servizio offri. Sul sito dovrà esserci pertanto un messaggio diretto, che attiri l’attenzione del potenziale cliente e che spieghi in modo veloce e sintetico l’offerta, portando quindi alla conversione. L’utente deve determinare quindi in modo veloce qual è la tua offerta.
Soluzione: Mettiti innanzitutto nei panni dei tuoi utenti che arrivano sul sito e che ignorano completamente chi sei e cosa vendi, sembra facile a parole, ma nella pratica non lo fa nessuno. Non usare un linguaggio tecnico e difficile. Usa i tag title, i metatag (H1, H2, H3) per mettere in risalto i messaggi più importanti e mostra subito una foto del prodotto che vendi, mettendo in evidenza le caratteristiche principali, o l’impatto positivo del servizio (se è un bene immateriale) che può avere sulla sua vita: potrebbe sembrare ovvio ma non lo è. Questo aiuterà il potenziale cliente a immaginarsi mentre utilizza il prodotto o fa esperienza dei suoi benefici. Utilizza il suo linguaggio: più semplicemente e chiaramente descriverai cosa proponi e quali benefici offri, più sarà facile colpire la sua attenzione. Utilizzare invece dei termini tecnici potrebbe, sì sembrare corretto e professionale, ma rischieresti di perdere buona parte degli utenti.

3. Verifica se le sezioni importanti del tuo sito subito raggiungibili

Ti sei mai accorto come funziona la ricerca all’interno del tuo sito? Il cliente è in grado da subito di trovare i prodotti e i servizi che sta cercando? Una ricerca poco funzionale, può scoraggiarlo e, in pochi secondi, deciderà se rimanere sul sito o abbandonarlo, perché non trova risposta a ciò che sta cercando. L’errore più comune che si tende a fare, infatti, è proprio questo: non pensare all’utente finale, nella progettazione di un sito. Purtroppo, spesso, si concentrano gli sforzi di ottimizzazione di un sito web per il posizionamento sui motori di ricerca, ma una volta arrivati sul sito, si potrebbero presentare errori molto gravi come questo, vanificando tutti gli sforzi. Molti clienti che arrivano sul sito infatti non lo navigano ma vanno dritti sulla barra di ricerca e se il tuo sito non è pronto a gestire questi utenti, potresti perdere delle grosse opportunità. Più del 95% degli utenti va via del sito se la ricerca non funziona.
Questo potrebbe comportare un’alta percentuale di rimbalzo e di conseguenza un abbassamento di posizioni nella SERP. Google lo sa!
Soluzione: Migliorare il menù ed il motore di ricerca interno al sito, inserendo termini di ricerca specifici o in grado di filtrare, per aiutare i potenziali clienti a trovare risultati pertinenti.

4. Verifica se la descrizione dei tuoi prodotti è poco chiara

Mettiti nei panni del tuo cliente tipo. Hai notato se le schede di prodotto (in caso di e-commerce o sito catalogo) presentano descrizioni esaustive che possano essere realmente utili a chi deve comprare? Sono inseriti tutti i dettagli (taglia, misure, colore, materiale, ecc.)? Sono elencate le funzionalità e benefici, anche in caso di bene immateriale? È il solito discorso di mettersi nei panni dei potenziali clienti che hanno poco tempo per navigare e in breve tempo devono decidere se sono interessati o meno al prodotto/servizio. Bisogna catturare la loro attenzione. Anche solo una riga di testo che non aiuta l’utente a capire il prodotto potrebbe essere sufficiente a scoraggiare l’utente e a distrarlo. E, poi, mai e poi mai copiare le descrizioni dei prodotti/servizi da altri siti, potrebbe comportare un abbassamento di posizionamento del sito sui motori di ricerca.
Soluzione: inserire un titolo efficace in ogni prodotto, usare dei testi che parlino ai bisogni dei clienti, nello stesso linguaggio che utilizzano: semplice, chiaro, diretto. Concentrarsi sui vantaggi e sui benefici, più che sulle caratteristiche, ma attenzione a non dilungarsi troppo. La brevità paga sempre, sia nelle parole,che nelle frasi e nei paragrafi. Utilizzare la scarsa disponibilità e l’urgenza di acquistare un affare per un periodo di tempo limitato, dando la sensazione di esclusività e di qualità del prodotto.

5. Verifica se il percorso di vendita presenta ostacoli che ne impediscono il completamento

Circa il 97% dei carrelli viene abbandonato prima di essere completato. Perché succede questo? Perché le vendite si riducono solo al 3%? Controlla quanti sono i passaggi che portano il cliente verso il pagamento. Ci sono e-commerce con 5-6 pagine o step che portano al check out. Altri ostacoli potrebbero essere: la registrazione forzata, form troppo lunghi, la mancanza di elementi di garanzia e sicurezza (pagamenti sicuri, spedizioni veloci, ecc.) e la mancanza di chiarezza, ad esempio, nel pagamento delle spese di spedizione. Non avere una lista dei desideri potrebbe essere un altro motivo di perdita.
Soluzione: l’ideale sarebbe non superare le 3 pagine, ma se si può ridurre al minimo la fase di chiusura, canalizzando tutto in una sola pagina, sarebbe ancora meglio, eliminando al suo interno link esterni che possano distrarre e far perdere di vista l’obiettivo. Assicurati che i tempi di visualizzazione delle pagine, durante il processo di acquisto, siano brevi. Dai la possibilità di acquistare senza necessariamente effettuare un login e richiedendo solo le informazioni strettamente necessarie. Inserisci, all’interno del sito, elementi (immagini, loghi, simboli) che richiamino sicurezza e affidabilità e metti sempre in evidenza il carrello, nel momento in cui il cliente va aggiungere un prodotto, in maniera tale che possa avere sempre sotto controllo la sua situazione e non si possa perdere nella navigazione e inserendo sempre prima il totale con le spese di spedizione: scoprire all’ultimo step di dover pagare di più potrebbe essere compromettente per il buon esito del processo. Assicurati inoltre di dare la possibilità agli utenti di salvare i prodotti in una lista dei desideri.

6. Lasci definitivamente sfuggire i potenziali clienti, dopo che hanno abbandonato il tuo sito?

Forse i tuoi potenziali clienti hanno solo bisogno di essere persuasi con uno sconto, un’offerta, una spedizione gratuita o forse semplicemente gli si era bloccato il computer.
Soluzione: Potresti ridurre l’incidenza di carrelli abbandonati, attuando una campagna di remarketing su Google e nella rete display e Facebook o attraverso campagne di email marketing (nel caso sia impossesso dell’email) per convincere i clienti a completare l’acquisto. Molte persone fanno uso di coupon e sconti che ricevono per email e molto spesso diventano motivo valido per iscriversi alle mailing list delle aziende. Esistono dei programmi di email marketing che consentono di automatizzare i processi (email di ringraziamento, email reminder come promemoria di una wishlist, ecc), tenere traccia degli acquisti che sono arrivati dalle email, in modo da capire qual è il messaggio che ha funzionato, ecc., utili per la progettazione, produzione e analisi di campagne di email marketing..

7. Gestisci in maniera professionale la tua presenza sui social?

Le recensioni sono delle testimonianze, per cui aggiungerle sul tuo sito o negozio on line potrebbe portare ad un aumento del tasso di conversione, stessa cosa si può dire di una pagina social (Facebook, Twitter, ecc) o di una directory come Yelp, dove un cliente può rispettivamente instaurare con l’azienda un rapporto diretto o lasciare dei feedback. Un cliente trova nelle recensioni i vantaggi e gli svantaggi del prodotto o servizio che sta valutando di acquistare. Inoltre può essere importante anche a livello SEO, in quanto le recensioni aumentano la quantità di contenuti su una pagina e di conseguenza la probabilità che siano presenti parole chiave a coda lunga.
Soluzione: inserire le recensioni all’interno del sito, iscrivere l’azienda nelle directory, aprire canali social curando i rapporti con gli utenti e follower e rispondendo sempre alle loro richieste o ai messaggi, positivi o negativi che siano, con molta gentilezza. Questo aumenterà la forza del brand, la sua reputazione e di conseguenza creerà un senso di fiducia nei potenziali clienti. In caso di recensioni negative, cercare di capire sempre i motivi, non mettendosi mai sulla difensiva, nel caso, chiedere scusa e provvedere ad una soluzione a favore del cliente, agendo con la massima velocità. Molto spesso risolvere il problema comporta la revisione della recensione o una sua cancellazione.

8. Hai delle perdite nella gestione delle spese pubblicitarie?

Stai spendendo tanti soldi nelle campagne Pay per Click di Google e non hai dei ritorni di investimento? Sei sicuro che stai puntando sulle giuste parole chiave? Sei in grado di monitorare e analizzare i risultati delle campagne con i giusti strumenti, per migliorare le performance? Sapevi che su Facebook hai la possibilità di raggiungere direttamente il tuo pubblico?
Soluzione: Google Adwords, ma anche altri tool disponibili on line, offrono degli strumenti per aiutarti a capire quali sono le parole chiave più performanti. Individua le parole chiave migliori e prova a inserirle sul tuo sito. Configura il monitoraggio delle conversioni e gli obiettivi con Google Analytics. Inoltre anche su Facebook si possono investire bene i propri soldi. Attraverso l’impostazione di pubblici personalizzati (pubblico simile ai vostri clienti passati, ad esempio) si possono raggiungere dei target mirati con annunci ad hoc.

Hai individuato almeno 3 errori? Ora non hai più scuse per non uscire fuori dall’impasse, richiedi una consulenza strategica per il tuo sito e-commerce!

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